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Storie di donne: Boko Haram

Mister Shekau,
malgrado questa mia aspiri alla legittima dignità che si riserva a qualsivoglia lettera, ometto il caro.
Credo che anche lei convenga quanto sia fuori luogo.
D’altra parte, le ragioni che mi spingono a scriverle sono dovute proprio alle parole.
Quelle che meritano lo spazio di una pagina.
Questa.
Gli occhi di chi osserva gioie e tragedie, seppur a distanze variabili.
Noi.
La mente e il cuore di chi ha davanti una scelta di un peso incommensurabile.
Lei e i suoi compagni.
Ecco perché, se le sole parole degne di questo nome intendo privilegiare, mi accingo subito a liberarmi di quelle superflue.

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