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Storie di donne in India

Sono innocente.
Sì, signor giudice.
Vi assicuro che sono innocente.
E avrò altrettanto rispetto per le vostre orecchie.
Perché non vi dirò che amo Ranya.
Che l’ho amata dal primo momento che l’ho vista.
Ovvero, da molto prima.
Fenomeno che capita a chi si fa di sogni.
E non ha alcuna intenzione di disintossicarsi.

Io sono innocente.
Lo sono, protettori delle leggi tutti.
Ve lo mostrerò senza vergogna alcuna.
Ai vostri occhi.
Perché non abbraccerò Ranya.
Per scandalizzarvi anche con il più rapido sfiorar di labbra.
Di sguardi.
E giammai licenziosi pensieri.
Figuriamoci tutto il resto.
L’indescrivibile resto.

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