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Storie di donne maltrattate

Immagina.
Immagina che.
Immagina che quella donna sia qualcos’altro.
Che i resti di lei, proprio a causa di un quanto mai evitabile sacrificio, siano metafora di qualcos’altro.
Incapace di dare un senso all’ignobile narrazione.
Ma che lasci comunque qualcosa.
Per gli occhi che volessero davvero guardare.
E per le orecchie che trovassero sul serio il tempo per ascoltare.

Immagina.
Immagina che.
Immagina che tutti i chili strappati, le cellule divorate, i brandelli di bramosie e aspirazioni deluse non siano andati troppo lontano.
Guarda con me, ora.
E ascolta, adesso.

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