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Storie di donne molestate

Oscuriamo il mondo tutto intorno e puntiamo le nostre luci, ora, su quel rovente epilogo, di lacrime e sangue.
L’abat jour sulla scrivania, la lampada sul comodino, quel tenue alone che ravviva il monitor del pc o dello smartphone, più che mai la luce che brilla nei nostri occhi lontani.
E ora che la nostra attenzione è tutta lì, su quel corpo che danza per l’ultima volta da solo, stringiamoci intorno, insieme, come si faceva con i falò, sulla spiaggia.
Un cerchio stretto, alto e invalicabile.
E facciamola quella promessa.
Nessuno più passerà di qui, preziosa signora, nessuno più passerà.
Fermeremo la vile mano proprio sul confine costruito con i nostri, di corpi, baluardo della tua serenità.
Per quanto veloci, afferreremo parole taglienti e sguardi prepotenti e le rigetteremo al mittente, dolce signorina, mentre tu non ne sentirai neppure l’eco.

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