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Storie di donne: Giulia

Quando perfino i romanzi non sono più in grado di aiutarti, vuol dire che la vita si è fatta proprio difficile.
Questo pensò Giulia seduta nel metrò affollato come ogni tardo pomeriggio, nell’ora dei rientri nelle tane.
In piedi o seduta, la strategia di convivenza con i compagni di viaggio e gli impedimenti del caso era sempre la stessa.
A esser sinceri, era sempre stata la medesima di fronte alle asperità dell’esistenza in generale.
Un libro.
Un bel libro.
Un bel libro capace di rapirti, letteralmente, e mai tale avverbio farebbe meglio al caso nostro.
Un racconto in cui lasciarsi andare con fiducia, come l’acqua di una vasca da bagno riscaldata al punto giusto, era fondamentale.
Giulia era una donna poco sopra i trenta, capelli castani molto corti, eccessivamente per papà, e occhi verdi, il vero punto di forza della nostra.
“Quando hai uno sguardo del genere,” rammentava la madre al marito quand’era ancora tra loro, “puoi anche permetterti di fare a meno dei capelli.”
La mamma di Giulia, Clara, era una scrittrice di talento, malgrado il successo editoriale non avesse mai bussato alla sua porta.
Il suo territorio d’esplorazione era quello del racconto breve e questo le aveva fatto guadagnare la partecipazione a numerose antologie, impreziosite da autori ben più blasonati.
Era comunque orgogliosa delle sue uscite librarie, nonostante, all’ombra dei caratteri cubitali con cui campeggiavano i nomi delle star, per leggere Clara Bellaria avresti dovuto compiere sforzi sovrumani, soprattutto se sprovvisto di lenti apposite.
La donna aveva trasmesso l’amore per la parola scritta alla figlia e la passione di quest’ultima era talmente cresciuta al punto da convincerla a intraprendere l’incosciente missione di aprire una libreria.
Malgrado i prevedibili inciampi lungo la via, dopo dieci anni Giulia era riuscita a raggiungere il vero miraggio di chi rischi se stesso su una cosa così aleatoria quanto è la cultura ai giorni nostri: pareggiare le uscite.
La prima volta che, controllando i rendiconti, aveva letto l’insperato equilibro tra spese e ricavi si era emozionata, ma consapevole di dove vivesse, aveva minimizzato la cosa come una mera casualità.
Tuttavia, quando il miracolo si ripeté il mese successivo e quello seguente provò una gioia indescrivibile.
I due valori si annullavano davvero.
Che volete farci, per molti tra coloro che navigano con gli occhi foderati di speranza lo zero è il sogno di una vita.
Ciò nonostante, quella sera, l’amico di sempre falliva.
Era tutto a posto, un libro ben scritto, un racconto magnetico dove traslocheresti all’istante, eppure, malgrado avesse trovato il posto a sedere sin dalla prima fermata, Giulia non riusciva a leggere.
Non riusciva a smettere di pensare a Elisa...


Da Elisa e il meraviglioso mondo degli oggetti

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