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Coraggio di donna

È così che rammento il mondo di ieri.
È così che lo vedo oggi.
È così che lo immagino domani.
Una donna coraggiosa e indomita che supera ogni limite per dare alla luce una speranza.
Una donna che si appoggia a un’altra.
Che sta lì, ferma, immobile malgrado i volubili deliri del potente di turno.
Che si arrampica su di essa.
Come una sorta di memoria condivisa.
La parte nobile della storia comune che va difesa.
Riportata all’attenzione di tutti.
Rimessa al centro della comunità a rischio.
Ecco, quindi, la visione che fu.
Ecco, perciò, la visione moderna.
Ed ecco, allora, la visione futura.
Una donna senza paura che sfida i confini dell’ottusità.
Sarebbe ora, nell’istante in cui le manette ai polsi stringono di più, di non farla più sentire sola…

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Questo è solo l’inizio

Alexandria Ocasio-Cortez è un’attivista e politica statunitense. Il 26 giugno ha vinto le primarie democratiche del quattordicesimo distretto congressuale di New York, in quella che è stata descritta come la più inaspettata sorpresa nelle elezioni di medio termine di quest’anno.
Quello che segue è uno stralcio del discorso fatto ai propri collaboratori in seguito al sorprendente risultato:

Questa vittoria appartiene a ogni singola persona in questa stanza.
Ciascuno di voi ha cambiato l’America, stasera.
Questa non è la fine, questo è l’inizio.
Il messaggio che abbiamo inviato al mondo, stasera, è che non va bene mettere i finanziatori prima della tua comunità.
Il messaggio che inviamo è che assistenza medica per ogni cittadino in America è ciò che meritiamo come nazione.
Ciò che abbiamo dimostrato stasera è che nella più profonda oscurità che si possa percepire nel nostro ambiente politico c’è ancora speranza per questa nazione.
Voi avete dato a questo paese speranza.
Voi avete dato p…

Mio figlio deve mangiare

C’è la collega deputata che sta parlando…
Sì, però mio figlio deve mangiare.
Siamo in un parlamento…
Certo, a ogni modo mio figlio deve mangiare.
Stanno effettuando proprio in questo momento le dichiarazioni di voto…
Lo so bene, ma mio figlio deve mangiare.
Questa è un’assemblea importante, dove si prendono decisioni importanti…
Sicuro, ma mio figlio deve comunque mangiare.
A qualcuno tra i colleghi potrebbe dar fastidio…
Scherzi?
Qualcuno tra loro potrebbe richiamarti al decoro e l’ordine del luogo…
Sul serio?
Del ruolo…
Davvero?
Tu sei una parlamentare eletta dal popolo, un’onorevole…
Così è, ma – ha dichiaratoKarina Gould, ministro per le democratiche istituzioni del governo canadese - non c’è alcuna vergogna nell’allattare mio figlio, e mio figlio deve mangiare.

Elisabetta Cortani Tavecchio e il peccato dell'età

C’era una volta un paese per vecchi, s’è detto.
C’era una volta altresì un paese per tutti, fuorché le donne.
Laddove poi costoro avessero goduto del privilegio del presunto sesso forte.
Be’, allora, c’era una volta il peccato dell’età.
Femminile
Giacché, come rivela il britannico guardiano della stampa, c’era una volta un paese dove secondo la procura avresti potuto molestare qualcuno e passarla liscia, allorché la tua vittima fosse ritenuta abbastanza anziana da non farsi intimidire…

Compra il romanzo: Elisa e il meraviglioso mondo degli oggetti

Storie di belle addormentate

Nei giorni seguenti i due le provarono tutte per strappare la ragazza dalle grinfie dell’innaturale letargo.
All’improvviso la casa divenne estremamente rumorosa ed entrambi iniziarono a produrre più frastuono possibile.
Porte sbattute con dedizione e pignoli aspirapolveri ossessionati con la sua camera, programmi televisivi che prima venivano ignorati si ritrovarono con il volume a livelli inarrivabili perfino da anziani dall’udito fragile e dialoghi che spesso non guadagnavano neanche lo spazio del pensiero venivano recitati con possenti diaframmi.
Rigorosamente a pochi centimetri dal letto di lei, è ovvio.
A turni alterni, avevano anche preso l’abitudine di appostarsi di notte in attesa del rifornimento cibario della bella addormentata.
La seguivano anche in bagno, tentando ogni umana manifestazione per attirare la sua attenzione.
Niente da fare, perfino in quegli attimi di veglia sembrava che Elisa non li vedesse. Come se loro fossero divenuti i fantasmi e non il contrario.
I gior…

Storie di donne e sensi di colpa

Poco più di un anno dal loro primo appuntamento, Giulia aveva visto Elisa come dissolversi, man mano che lei entrasse nella vita dei due.
Comprensibile quindi il crescente senso di colpa.
Nell’ultimo mese, allorché la ragazza si era rinchiusa in un mutismo totale, sia in casa che a scuola, Giulia era arrivata addirittura a rimpiangere uno scontato conflitto, acceso e stancante, alimentato da una sana gelosia filiale nei confronti della nuova compagna del padre.
Aveva tentato in vari modi di comprendere le ragioni dell’evidente sofferenza di Elisa. Aveva parlato con tutto il suo mondo di fuori, insegnanti e amiche, compagne di scuola e genitori di queste ultime. Aveva ovviamente cercato di comunicare con lei, in ogni maniera e momento.
Tre settimane addietro, con l’inverno alle porte, erano partite senza Sergio per un fine settimana in montagna ed era risultato un vero calvario.
Elisa non aveva aperto bocca neanche per un secondo.
Al ritorno Giulia era giunta a mettere in discussione l…

Storie di donne e figlie

Quando l’uomo con cui viveva ormai da un anno le aveva rivelato che avesse una figlia non ne era rimasta sorpresa.
Osservando con maggiore attenzione e tranquillità gli occhi di Sergio, la prima sera in cui erano finalmente usciti da soli, abbandonando tifosi o semplici curiosi della comitiva dove si erano conosciuti, aveva intuito che conservasse inaspettate profondità nella sua storia.
Ovviamente, in quel momento non aveva la più pallida idea di quanto lo fossero.
Profonde.
La scoperta di un’altra vita nell’esistenza di Sergio l’aveva naturalmente turbata, ma non troppo e i due avevano proseguito con il frequentarsi, agevolando entrambi il maturare di un sentimento forte, alimentato da una notevole attrazione fisica e da una complementarietà chirurgica.
Giulia disegnava fantasia oltre i confini della ragione di Sergio e quest’ultimo poneva appigli di raziocinio laddove la compagna perdesse l’equilibrio.
Un’apparente perfetta alchimia che il padre di Elisa non aveva trovato con la pr…

Storie di donne: Giulia

Quando perfino i romanzi non sono più in grado di aiutarti, vuol dire che la vita si è fatta proprio difficile.
Questo pensò Giulia seduta nel metrò affollato come ogni tardo pomeriggio, nell’ora dei rientri nelle tane.
In piedi o seduta, la strategia di convivenza con i compagni di viaggio e gli impedimenti del caso era sempre la stessa.
A esser sinceri, era sempre stata la medesima di fronte alle asperità dell’esistenza in generale.
Un libro.
Un bel libro.
Un bel libro capace di rapirti, letteralmente, e mai tale avverbio farebbe meglio al caso nostro.
Un racconto in cui lasciarsi andare con fiducia, come l’acqua di una vasca da bagno riscaldata al punto giusto, era fondamentale.
Giulia era una donna poco sopra i trenta, capelli castani molto corti, eccessivamente per papà, e occhi verdi, il vero punto di forza della nostra.
“Quando hai uno sguardo del genere,” rammentava la madre al marito quand’era ancora tra loro, “puoi anche permetterti di fare a meno dei capelli.”
La mamma di G…

Storie di donne madri con bambini particolari

Niente da fare, tra quelli che con onestà hanno gettato la spugna, e coloro che si sono approfittati della misteriosa auto cecità per continuare a beccarsi il compenso.
Poi, per caso, a una cena cogli amici, una stramba tipa, new entry nelle vesti dell’ennesima fidanzata di mio fratello, mi parla di questo psicologo particolarmente simpatico.
Chiedo, ma è bravo?
No, risponde lei, ma mi fa ridere e questo fa bene, no?
Malgrado con zero fiducia sul futuro, mi sono recata dal terapeuta col senso dell’humour, gli ho affidato Mattia e mi sono accomodata in sala d’aspetto a fingere di leggere una rivista, come peraltro fa la maggior parte della gente timida come me.
Quindi ho sentito un botto provenire dall’ufficio, come qualcosa di vetro che si rompa...

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Storie di donne e bellezza

“Lo sai qual è la vera follia?”
“Quale?”
“Pensare che la bruttezza sia la cosa più importante, nella vita.”
“E cosa c’è che valga di più, mamma?”
“Il tempo.”
“Il tempo?”
“Sì, il tempo è l’unica ricchezza che conti. Perché segna il corpo di ciascuno di noi e prima o poi arriva il momento di ammirare nello specchio le imperfezioni con cui la vita ha scritto la nostra storia su noi stessi.”
“Vuoi dire che diventiamo tutti brutti?”

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Storie di donne innamorate: Marielle Franco e Mônica Benício

Perché dobbiamo far di tutto per convincere quel codardo omicida di meraviglie viventi che vi ha tolto molto meno di quel che crede.
Per questa e altre mille ragioni, io vi sposo.
Marielle Franco e Mônica Benício, io vi sposo, almeno qui.
Sposo quel che avreste potuto realizzare, insieme a quel che avete lasciato.
Io sposo il mondo che avreste voluto.
Lo sposo insieme a quello che avete iniziato.
E se qualcuno ha qualcosa in contrario con questa unione, be’, parli pure, ma poi taccia per sempre.

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