martedì 13 marzo 2018

Storie di donne che sorridono

Eccoci.
Siamo qui, in scena.
In strada, in piazza.
Sul metrò.
Ci chiamano mostri.
Così ci rappresentano, ovvero, in tal guisa ci catalogano.
Abnormi e diversi, anormali e strani, orrendi e sbagliati, sgraziati e più che mai fuori luogo.
Colpevolmente fuori luogo.
Niente di nuovo, via aggettivando, tra imbarazzanti sinonimi e spiacevoli ridondanze.
Certo, c’è la favola, il film e il romanzo che stravolgono gli equilibri.
D’accordo, sappiamo come vanno le cose.
Colpo di bacchetta e l’orco diventa l'eroe, il ranocchio un adone, la bestia è più bella di quello che si pensi e non tutti i bei faccini sono il buono della storia.
La fantasia è un adorabile balsamo e chi tra noi potrebbe negarlo?
Ma la realtà è lì.

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