martedì 27 marzo 2018

Storie di madri

C’era una volta te.
Madre, no.
Non allora.
Neanche una speranza, forse un sogno.
Di sicuro una possibilità.
Di quelle che conservi lì, tra le pieghe delle mani, che tutti conoscono e sostengono di saper leggere meglio di te.
Ignorando quel che ancora vorresti scrivere.
E’ lì che sono morto.
E’ lì che sono nata.
Tra quel che il presuntuoso libro scrive.
E quel che tu, mia adorata lettrice, ti auguri.
Ho viaggiato, da allora ho viaggiato.
Con un solo ricordo in testa.
Un’unica pagina.
Racchiusa in una strofa.
Di un solo volto ricolma.

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