giovedì 28 giugno 2018

Questo è solo l’inizio

Alexandria Ocasio-Cortez è un’attivista e politica statunitense. Il 26 giugno ha vinto le primarie democratiche del quattordicesimo distretto congressuale di New York, in quella che è stata descritta come la più inaspettata sorpresa nelle elezioni di medio termine di quest’anno.
Quello che segue è uno stralcio del discorso fatto ai propri collaboratori in seguito al sorprendente risultato:

Questa vittoria appartiene a ogni singola persona in questa stanza.
Ciascuno di voi ha cambiato l’America, stasera.
Questa non è la fine, questo è l’inizio.
Il messaggio che abbiamo inviato al mondo, stasera, è che non va bene mettere i finanziatori prima della tua comunità.
Il messaggio che inviamo è che assistenza medica per ogni cittadino in America è ciò che meritiamo come nazione.
Ciò che abbiamo dimostrato stasera è che nella più profonda oscurità che si possa percepire nel nostro ambiente politico c’è ancora speranza per questa nazione.
Voi avete dato a questo paese speranza.
Voi avete dato prova che quando bussi alla porta dei tuoi vicini, quando vai da loro con amore, quando dimostri che in ogni caso tu ci sarai, sari lì per loro, noi possiamo operare il cambiamento.
Questa nazione non è mai stata senza rimedio.
Mai priva di speranza.
Non è ancora troppo danneggiata per essere rimessa a posto.
Noi saremo qui e sconvolgeremo il mondo nei prossimi due anni.
Non possiamo fermarci qui.
Questo è solo l’inizio.
Non posso farcela da sola.
Noi siamo qui per portare un’onda di cambiamento
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venerdì 22 giugno 2018

Mio figlio deve mangiare

C’è la collega deputata che sta parlando…
Sì, però mio figlio deve mangiare.
Siamo in un parlamento…
Certo, a ogni modo mio figlio deve mangiare.
Stanno effettuando proprio in questo momento le dichiarazioni di voto…
Lo so bene, ma mio figlio deve mangiare.
Questa è un’assemblea importante, dove si prendono decisioni importanti…
Sicuro, ma mio figlio deve comunque mangiare.
A qualcuno tra i colleghi potrebbe dar fastidio…
Scherzi?
Qualcuno tra loro potrebbe richiamarti al decoro e l’ordine del luogo…
Sul serio?
Del ruolo…
Davvero?
Tu sei una parlamentare eletta dal popolo, un’onorevole…
Così è, ma – ha dichiarato Karina Gould, ministro per le democratiche istituzioni del governo canadese - non c’è alcuna vergogna nell’allattare mio figlio, e mio figlio deve mangiare.

giovedì 14 giugno 2018

Elisabetta Cortani Tavecchio e il peccato dell'età

C’era una volta un paese per vecchi, s’è detto.
C’era una volta altresì un paese per tutti, fuorché le donne.
Laddove poi costoro avessero goduto del privilegio del presunto sesso forte.
Be’, allora, c’era una volta il peccato dell’età.
Femminile
Giacché, come rivela il britannico guardiano della stampa, c’era una volta un paese dove secondo la procura avresti potuto molestare qualcuno e passarla liscia, allorché la tua vittima fosse ritenuta abbastanza anziana da non farsi intimidire…

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giovedì 7 giugno 2018

Storie di belle addormentate

Nei giorni seguenti i due le provarono tutte per strappare la ragazza dalle grinfie dell’innaturale letargo.
All’improvviso la casa divenne estremamente rumorosa ed entrambi iniziarono a produrre più frastuono possibile.
Porte sbattute con dedizione e pignoli aspirapolveri ossessionati con la sua camera, programmi televisivi che prima venivano ignorati si ritrovarono con il volume a livelli inarrivabili perfino da anziani dall’udito fragile e dialoghi che spesso non guadagnavano neanche lo spazio del pensiero venivano recitati con possenti diaframmi.
Rigorosamente a pochi centimetri dal letto di lei, è ovvio.
A turni alterni, avevano anche preso l’abitudine di appostarsi di notte in attesa del rifornimento cibario della bella addormentata.
La seguivano anche in bagno, tentando ogni umana manifestazione per attirare la sua attenzione.
Niente da fare, perfino in quegli attimi di veglia sembrava che Elisa non li vedesse. Come se loro fossero divenuti i fantasmi e non il contrario.
I giorni passarono aumentando la frustrazione nei due e la sera prima del successivo appuntamento con Bronzetti Sergio entrò disperato nella stanza di Elisa.
Aveva bevuto un po’ troppo, si avvicinò barcollando al letto e si inginocchiò, come se volesse quasi supplicarla.
Anzi, signore e signori della giuria, non fate caso al quasi.
Elisa, Elisa cara, è papà che ti parla, anche se non serve che ti dica chi io sia.
Conosci la mia voce come io conosco la tua.
Ti prego, la tua voce mi manca, mi manca da morire.
Mi manchi da morire.
Non lasciarmi, non lasciarmi anche tu.
Sono qui, io sono qui, ci sarò sempre, non ti abbandono, figlia mia, te lo giuro, io non ti lascerò sola.
Perdonami, perdonaci, Valeria… tua madre e io avevamo immaginato il meglio per te.
Io voglio il meglio per te, Elisa. Sei bella e intelligente, meriti il meglio e io farò di tutto affinché il mondo ti dia quel che desideri.
Ti prego, amore.
Ti prego, permettimi di farlo, parlami… parlami di nuovo.
Guardami, come io guardo te, negli occhi, dritto negli occhi e fammi sentire che ci sei.
Non lasciarmi anche tu.
Svegliati e torna da me.
Ma se non ce la fai, dimmi dove sei e vengo a prenderti.
Ovunque tu sia, io sarò pronto a venire.
Papà è qui e anche tu sei qui, non sprechiamo più alcun giorno.
Senza parlarci e guardarci.
Ti prego.
Elisa, Elisa cara…
Giulia non riuscì a impedire alle lacrime di rigarle il viso mentre ascoltava seduta in terra, con la schiena appoggiata alla porta chiusa...

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